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Freyja

Freyja recibe en Fólkvangr a los guerreros caídos
Freyja accoglie a Fólkvangr i guerrieri caduti che le spettano, accompagnata dai suoi gatti e indossando Brísingamen.
Dea Vanir dell’amore, del desiderio, del seiðr, della ricchezza e dei caduti
Freyja è una delle divinità più importanti e complesse della mitologia norrena. Appartiene ai Vanir, anche se dopo la guerra tra Æsir e Vanir va a vivere tra gli Æsir insieme a suo padre Njörðr e a suo fratello Freyr.
Le fonti la collegano all’amore, al desiderio, alla sessualità, alla ricchezza, alla magia e alla morte. Ha inoltre uno stretto rapporto con il seiðr, forma di magia che, secondo Snorri Sturluson, i Vanir conoscevano e che Freyja insegnò agli Æsir.
Il suo carattere combina aspetti che le ricostruzioni moderne tendono a separare: Freyja può essere desiderata da dèi e jötnar, praticare la magia, rivendicare parte dei morti in battaglia, spostarsi mediante un mantello di piume e possedere uno degli oggetti più celebri del mondo norreno, Brísingamen.

Nome e significato

Il nome Freyja significa approssimativamente «Signora».
Funziona più come un titolo che come un nome personale nel senso moderno. Il suo equivalente maschile, Freyr, significa «Signore».
La poesia scaldica conserva inoltre numerosi nomi legati a Freyja, tra cui:
Mardöll Hörn Gefn Sýr
L’esistenza di molteplici nomi può riflettere l’importanza e l’antichità della dea, anche se è impossibile ricostruire con certezza l’origine di ciascuno.

Freyja e i Vanir

Freyja appartiene ai Vanir, gruppo divino particolarmente associato nelle fonti alla prosperità, alla ricchezza e a determinate forme di magia.
Suo padre è Njörðr.
Suo fratello è Freyr.
In Ynglinga saga, Snorri afferma che Njörðr ebbe Freyr e Freyja con la propria sorella quando viveva ancora tra i Vanir. Secondo questa tradizione, le consuetudini matrimoniali tra fratelli erano accettate tra i Vanir, ma erano proibite tra gli Æsir.
Il nome della madre di Freyja e Freyr non è stato conservato.
Sono state proposte identificazioni moderne con figure come Nerthus o Njörun, ma mancano di conferma testuale.

La guerra tra Æsir e Vanir

Dopo la guerra tra le due famiglie divine avvengono una riconciliazione e uno scambio di ostaggi.
Njörðr, Freyr e Freyja finiscono per essere integrati nella società degli Æsir.
Per questa ragione, Freyja può apparire nell’ambiente di Asgard pur essendo originariamente una dea Vanir.
La sua posizione costituisce uno dei migliori esempi di come i confini tra Æsir e Vanir finiscano per mescolarsi dopo il conflitto.

Freyja e il seiðr

Freyja utilizando el seiðr
Freyja pratica la magia seiðr.
Una delle caratteristiche fondamentali di Freyja è il suo rapporto con il seiðr.
In Ynglinga saga, Snorri afferma che Freyja introdusse tra gli Æsir questa pratica magica, abituale tra i Vanir.
Il seiðr appare associato a facoltà come modificare le circostanze, ottenere conoscenze e agire su determinati aspetti del destino mediante procedimenti magici.
La sua natura esatta è difficile da ricostruire perché le fonti furono scritte in un contesto cristiano successivo.
L’associazione di Freyja con il seiðr, tuttavia, è esplicita e costituisce uno dei suoi attributi meglio documentati.

Freyja e Odin

Freyja e Odin condividono diverse caratteristiche.
Entrambi sono legati alla magia.
Entrambi hanno rapporti con la conoscenza soprannaturale.
Ed entrambi ricevono morti provenienti dal campo di battaglia.
Queste somiglianze hanno generato numerose interpretazioni su possibili collegamenti tra le loro funzioni religiose.
Tuttavia, le fonti li presentano come figure indipendenti.

Fólkvangr

Freyja possiede un territorio chiamato Fólkvangr, il cui nome può essere inteso approssimativamente come «campo del popolo» o «campo dell’esercito».
Al suo interno si trova la sua sala:
Sessrúmnir.
Grímnismál afferma che Freyja riceve la metà di coloro che cadono in battaglia, mentre l’altra metà spetta a Odin.
Sebbene alcune versioni moderne affermino che Freyja sceglie prima di Odin e riceve i migliori guerrieri, Grímnismál non stabilisce espressamente nessuna di queste due condizioni. Il poema indica che Freyja sceglie ogni giorno la metà dei caduti e che l’altra metà spetta a Odin, senza spiegare l’ordine né i criteri di selezione.
Questo dato rende Freyja una divinità strettamente legata alla morte guerriera.
Perciò, ridurla esclusivamente a «dea dell’amore» elimina una parte essenziale della sua natura.

Freyja e i morti

Il rapporto di Freyja con i caduti è particolarmente significativo.
Odin riceve guerrieri nel Valhalla, mentre Freyja possiede la propria parte dei morti a Fólkvangr.
Le fonti offrono pochi dettagli sul procedimento mediante il quale viene effettuata questa divisione.
Non descrivono neppure Fólkvangr con la stessa ampiezza narrativa del Valhalla.
Tuttavia, la ripartizione è chiaramente menzionata in Grímnismál.

Brísingamen

Freyja y Brísingamen ante los cuatro enanos
Freyja e Brísingamen davanti ad Álfrigg, Dvalinn, Berlingr e Grérr: Freyja contempla Brísingamen nella bottega dei quattro nani che, secondo Sörla þáttr, realizzarono la celebre collana.
L’oggetto più famoso di Freyja è Brísingamen, una collana o un gioiello straordinario.
Le fonti lo presentano come un possesso caratteristico della dea.
La sua storia completa si conserva in forma frammentaria e in tradizioni relativamente tarde. Una delle versioni più conosciute racconta che fu realizzato da quattro artigiani o nani e che Freyja lo ottenne da loro.
Brísingamen raggiunge un tale grado di associazione con Freyja da funzionare praticamente come uno dei suoi emblemi.

Loki e Brísingamen

Una tradizione conservata in Húsdrápa allude a uno scontro tra Loki e Heimdall legato a Brísingamen.
Entrambi combattono sotto forma di foche.
Snorri riporta anche il rapporto tra Heimdall e il recupero della collana.
Il racconto completo che originò questi riferimenti è andato perduto, perciò conviene evitare di ricostruire con eccessiva precisione una storia che conosciamo principalmente attraverso frammenti.

Il mantello di piume

Freyja possiede un famoso mantello o veste di piume di falco che permette di spostarsi volando.
Loki utilizza questo oggetto in diversi racconti.
Nella storia del rapimento di Iðunn, il mantello permette a Loki di viaggiare fino al territorio di Þjazi.
Compare anche in relazione alla storia di Þrymr, il jötunn che ruba Mjölnir.
L’oggetto dimostra che Freyja possiede risorse magiche di enorme valore anche quando, nei racconti conservati, sono altri personaggi a utilizzarle.

Il carro di Freyja

Freyja montando su carro en el cielo
Freyja attraversa il cielo sul suo carro.
Snorri descrive Freyja mentre si sposta su un carro trainato da due gatti.
I nomi di questi animali non si conservano nelle fonti medievali.
I nomi che ricevono occasionalmente nelle opere moderne appartengono a tradizioni successive e devono essere distinti dal materiale medievale.
I gatti costituiscono, nonostante ciò, uno degli animali più chiaramente associati a Freyja.

Hildisvíni

Freyja y Hildisvíni ante Hyndla
Freyja e Hildisvíni davanti a Hyndla: Freyja arriva cavalcando Hildisvíni davanti alla jötunn Hyndla per ottenere le conoscenze genealogiche di cui ha bisogno il suo protetto Óttar.
Freyja è anche associata a un cinghiale chiamato Hildisvíni, il cui nome significa approssimativamente «maiale da battaglia».
In Hyndluljóð, Freyja cavalca Hildisvíni durante il suo incontro con la jötunn Hyndla.
L’identità del cinghiale presenta elementi particolari all’interno del poema stesso, dove viene collegato a Óttar, protetto di Freyja.

Freyja e Óttar

In Hyndluljóð, Freyja aiuta Óttar a ottenere conoscenze sulla propria genealogia. La consultazione risponde a una disputa con Angantýr nella quale è in gioco l’eredità di Óttar, come indica la strofa 9.
Per riuscirci, si reca da Hyndla, una jötunn capace di ricordare antichi lignaggi.
La strofa 10 spiega la venerazione che Óttar professava per Freyja: aveva innalzato per lei un altare di pietre (hörgr) e lo aveva arrossato con il sangue di animali sacrificati, precisamente di bovini. Così, le strofe 9 e 10 collegano l’aiuto della dea alla disputa sull’eredità e alla devozione del suo protetto.
Il poema permette di osservare una sfaccettatura di Freyja diversa dalla sua associazione con il desiderio: agisce come protettrice di un mortale e cerca per lui conoscenze genealogiche fondamentali.
Mostra anche la sua capacità di affrontare verbalmente una potente figura del mondo dei jötnar.

Óðr, sposo di Freyja

Óðr abandona a Freyja
Óðr abbandona Freyja per intraprendere uno dei suoi lunghi viaggi verso terre sconosciute; la sua assenza porterà la dea a piangere lacrime d’oro e a percorrere il mondo alla sua ricerca.
Freyja è sposata con una misteriosa figura chiamata Óðr.
Le fonti offrono pochissime informazioni su di lui.
Óðr compie lunghi viaggi e scompare per periodi prolungati.
Freyja lo cerca in terre sconosciute e piange durante la sua assenza.
Le sue lacrime si trasformano in oro.
Questo motivo spiega un’altra delle associazioni di Freyja con la ricchezza e i metalli preziosi.

Le figlie di Freyja

Freyja e Óðr hanno due figlie:
Hnoss Gersemi
I loro nomi sono legati a concetti come «tesoro», «gioiello» o «cosa preziosa».
Snorri arriva a spiegare che il nome di Hnoss poteva essere utilizzato per designare ciò che risultava particolarmente bello o prezioso.

Freyja e l’oro

L’oro mantiene un rapporto particolarmente forte con Freyja.
Le sue lacrime possono trasformarsi in oro e la poesia impiega riferimenti alle sue lacrime all’interno di kenningar legate a questo metallo.
La sua collana Brísingamen rafforza inoltre il collegamento con i gioielli, lo splendore e la ricchezza.
Questa associazione appartiene a una rete simbolica molto più ampia di una semplice rappresentazione di Freyja come dea della bellezza.

Freyja e il desiderio

Numerosi racconti mostrano che Freyja è considerata straordinariamente bella.
Jötnar e altre figure desiderano possederla o farla diventare parte di accordi.
Quando il costruttore delle mura di Asgard esige come ricompensa Freyja, Sól e Máni, gli dèi finiscono per cercare di impedirgli di completare il suo lavoro.
Anche Þrymr esige Freyja come sposa in cambio della restituzione di Mjölnir.
Questi episodi riflettono l’enorme valore attribuito a Freyja all’interno del mondo mitico.

Þrymr e il furto di Mjölnir

In Þrymskviða, Þrymr ruba il martello di Thor ed esige Freyja come sposa.
Thor e Loki si recano da Freyja per comunicarle la proposta.
La sua reazione è furiosa.
Il racconto descrive come la sua collana Brísingamen si muova o si spezzi per la violenza della sua indignazione.
Freyja rifiuta di diventare una moneta di scambio.
Infine, Thor si traveste da Freyja e viaggia fino al territorio di Þrymr per recuperare Mjölnir.

Freyja e Loki

Il rapporto tra Freyja e Loki compare in diversi racconti.
Loki utilizza il suo mantello di piume e partecipa ad avvenimenti legati a Brísingamen.
In Lokasenna, inoltre, Loki rivolge a Freyja accuse sessuali estremamente aggressive.
L’intero poema è costruito intorno allo scambio di insulti tra Loki e gli dèi, perciò le sue affermazioni devono essere interpretate all’interno di quel contesto letterario.
Le accuse di Loki non hanno valore come biografia oggettiva di Freyja.

Freyja e Frigg

Freyja e Frigg sono divinità diverse nelle fonti norrene conservate.
Frigg è la sposa di Odin e la madre di Baldr.
Freyja è figlia di Njörðr, sorella di Freyr e sposa di Óðr.
Tuttavia, esistono somiglianze tra le due figure che hanno provocato un lungo dibattito accademico sulla loro possibile relazione storica.
Colpisce anche la somiglianza tra i nomi Óðr e Odin (Óðinn).
Ciò ha generato teorie secondo le quali Freyja e Frigg potrebbero provenire da tradizioni antiche collegate o parzialmente convergenti.
Le fonti medievali, nonostante queste ipotesi, le trattano come figure distinte.

Freyja e le valchirie

Freyja ha un evidente rapporto con i morti in battaglia, ma le fonti conservate non contengono un’identificazione diretta di Freyja come valchiria.
Il suo diritto a ricevere parte dei caduti a Fólkvangr la avvicina all’ambito guerriero e funerario.
Trasformarla semplicemente in «regina delle valchirie» appartiene principalmente alle ricostruzioni moderne.

Freyja come dea dell’amore

Freyja è chiaramente associata all’amore e ai rapporti sessuali.
Snorri indica che è appropriato invocarla nelle questioni amorose.
Questa dimensione costituisce una parte autentica della sua identità.
Tuttavia, il suo ambito è considerevolmente più ampio.
Freyja riunisce amore, desiderio, ricchezza, magia, conoscenza soprannaturale e morte guerriera in una stessa figura.

Freyja e la fertilità

La sua appartenenza ai Vanir e le sue associazioni con sessualità, prosperità e desiderio hanno portato a collegarla strettamente alla fertilità.
Il collegamento è ragionevole nell’insieme delle sue caratteristiche, anche se «dea della fertilità» rimane una semplificazione moderna quando viene utilizzata come definizione esclusiva.
Freyja possiede un’identità molto più estesa.

Freyja e le völur

Lo stretto rapporto di Freyja con il seiðr la avvicina anche concettualmente al mondo delle völur, donne legate a pratiche profetiche e magiche.
Tuttavia, Freyja è una dea e le völur rappresentano una categoria diversa.
Le somiglianze in determinati tipi di pratica magica non rendono nemmeno i due termini equivalenti.

Il culto di Freyja

L’importanza di Freyja sembra aver trasceso ampiamente i testi letterari.
Il suo nome si riflette in diversi toponimi scandinavi e la tradizione medievale conserva indizi di una venerazione considerevole.
Snorri afferma che, tra le dee, Freyja era una delle più importanti.
L’altare e le offerte di Óttar menzionati in Hyndluljóð costituiscono una testimonianza letteraria di venerazione della dea. Questo passo, commentato in «Freyja e Óttar», non permette da solo di ricostruire in modo completo le pratiche storiche del suo culto.
Le prove sulle pratiche concrete del suo culto sono frammentarie, come accade per gran parte della religione norrena precristiana.

Freyja dopo il Ragnarök

Le principali narrazioni conservate del Ragnarök non contengono una descrizione chiara del destino di Freyja.
Nemmeno la sua morte figura tra le grandi morti divine specificate durante la battaglia.
Perciò, il suo destino finale deve essere considerato sconosciuto.
L’assenza di una morte narrata non dimostra neppure, di per sé, che sopravviva.

Freyja nelle saghe di J. A. Duran Blázquez

Oltre al suo ruolo nella mitologia norrena medievale, Freyja occupa un posto importante nell’universo letterario di J. A. Duran Blázquez.
La sua presenza e il suo retaggio hanno particolare rilevanza lungo tutta la saga Las Raíces del Mundo, dove l’eredità dei Vanir, il seiðr, gli antichi lignaggi e il rapporto tra il mondo umano e le forze norrene costituiscono una parte essenziale della costruzione mitologica della saga.
Freyja acquista importanza anche attraverso Thirielle nella saga Mirthielle, dove la mitologia degli antichi lignaggi si collega alle Guardiane, ai mondi fatati, ai nomi veri e alle leggi che regolano i legami tra esseri appartenenti a mondi diversi. Il sito ufficiale colloca espressamente Thirielle tra le Guardiane dei Limiti e collega la sua storia ad antichi divieti tra umani ed esseri fatati (J. A. Duran Blázquez — sito ufficiale).
Questi riferimenti appartengono all’universo letterario dell’autore e devono essere distinti dalle testimonianze medievali su Freyja.

Attributi

Nome: Freyja
Significato: «Signora»
Natura: dea Vanir
Gruppo: Vanir integrata tra gli Æsir
Padre: Njörðr
Madre: sorella anonima di Njörðr
Fratello: Freyr
Sposo: Óðr
Figlie: Hnoss e Gersemi
Residenza: Fólkvangr
Sala: Sessrúmnir
Ambiti principali: amore, desiderio, seiðr, ricchezza e morti in battaglia
Magia: strettamente associata al seiðr
Tesoro principale: Brísingamen
Oggetto magico: mantello o veste di piume di falco
Veicolo: carro trainato da due gatti
Animale associato: gatti
Cinghiale associato: Hildisvíni
Rapporto con i morti: riceve una parte dei caduti in battaglia a Fólkvangr
Rapporto con Odin: entrambi ricevono morti e sono associati a pratiche magiche
Rapporto con Frigg: figure distinte nelle fonti; possibile relazione storica discussa dagli studiosi
Rapporto con le valchirie: legata ai morti guerrieri, ma senza identificazione certa come valchiria
Ragnarök: destino sconosciuto
Fonti principali: Grímnismál, Þrymskviða, Hyndluljóð, Lokasenna, Gylfaginning, Skáldskaparmál, Ynglinga saga e poesia scaldica.