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Baldr

Baldr
Baldr: Figlio di Odin e Frigg, marito di Nanna e padre di Forseti. È una delle figure più luminose e tragiche della mitologia norrena. Le fonti lo associano alla bellezza, alla purezza e a una qualità radiosa che lo distingue persino fra gli dèi.
La sua importanza nel ciclo mitologico nasce però da una contraddizione straordinaria.
Baldr sembra destinato a rappresentare tutto ciò che dovrebbe durare.
Ed è proprio per questo che deve morire.
La sua morte annuncia che l’ordine del mondo sta cominciando a incrinarsi e diventa uno dei grandi eventi che precedono il Ragnarök.
Ma Baldr possiede qualcosa che Odin, Thor, Heimdall e molti altri dèi perderanno:
un futuro oltre la fine.

Il più luminoso degli dèi

Snorri descrive Baldr come un dio di bellezza e luminosità eccezionali.
Il suo aspetto è così luminoso che sembra emanare luce. Snorri paragona persino le sue sopracciglia a Baldrsbrá, una pianta di straordinario candore.
Questa luminosità si addice a un personaggio la cui storia è costruita attorno alla perdita.
Baldr rappresenta qualcosa che gli dèi amano e che è destinato a scomparire prima della distruzione del mondo.
Il suo carattere è associato anche alla bontà e alla saggezza.
C’è, tuttavia, una particolarità.
Snorri afferma che nessuna decisione di Baldr può realizzarsi.
L’affermazione è enigmatica e si accorda in modo inquietante con il suo destino: Baldr può essere saggio, giusto e amato, ma appartiene a una storia in cui alcune forze sfuggono al suo controllo.

Breiðablik

La dimora di Baldr si chiama Breiðablik, di solito interpretato come «ampio splendore» o «vasto chiarore».
Nel Grímnismál è descritta come un luogo in cui si trovano pochissime cose impure.
La dimora rafforza l’identità luminosa del dio.
Mentre altre figure sono legate a fortezze, campi di battaglia, montagne o regioni selvagge, Baldr abita un luogo definito dalle idee di chiarezza e purezza.
Breiðablik sembra appartenere al mondo che gli dèi desiderano preservare.
Per questo è ancora più significativo che il suo signore sia tra i primi a scomparire.

Nanna e Forseti

Baldr è sposato con Nanna, figlia di Nepr.
Dalla loro unione nasce Forseti, un dio associato alla riconciliazione e alla risoluzione delle controversie.
Questa famiglia conferisce alla tragedia una dimensione intima.
Baldr non è soltanto figlio di Odin e Frigg.
È un marito.
È un padre.
Quando muore, la perdita attraversa diverse generazioni della famiglia divina.
Anche Nanna occupa un posto particolarmente doloroso nel suo funerale. Secondo il racconto di Snorri, quando vede il corpo del marito il suo cuore cede al dolore e lei muore.
Il suo corpo viene deposto accanto a quello di Baldr sulla pira funebre.
Anche dopo la morte restano insieme.

I sogni

La tragedia comincia prima che venga inferta una ferita.
Baldr inizia a fare terribili sogni sulla propria morte.
Nella tradizione norrena i sogni possono aprire finestre sugli eventi futuri, avvertimenti che rivelano ciò che resta nascosto durante la veglia.
Gli dèi capiscono che Baldr è minacciato.
Anche Odin cerca risposte.
In Baldrs draumar cavalca fino al mondo dei morti e risveglia una völva per interrogarla.
La sua risposta conferma i timori.
Hel sta preparando un posto per Baldr.
La sua morte getta già un’ombra sul regno dei morti prima ancora di avvenire.

La protezione di Frigg

Frigg cerca di impedire il destino del figlio.
Ottiene promesse da creature, piante, malattie, metalli, pietre e altri elementi: nessuno dovrà fargli del male.
La protezione sembra assoluta.
Baldr diventa invulnerabile.
Gli altri dèi finiscono per trasformare questa condizione in un divertimento.
Lo mettono davanti a loro.
Gli tirano frecce.
Gli lanciano pietre.
Lo colpiscono con le armi.
Niente riesce a ferirlo.
Quella che era iniziata come la disperata reazione di una madre a una profezia diventa un gioco fra gli dèi.
Loki osserva.

Il vischio

Esiste un’eccezione.
Frigg aveva ritenuto il vischio troppo giovane o insignificante per chiedergli un giuramento.
Loki scopre la vulnerabilità.
Si procura la pianta e si avvicina a Höðr, il fratello cieco di Baldr, rimasto in disparte mentre gli altri partecipano al gioco.
Loki gli mette l’arma tra le mani.
Poi guida il lancio.
Il vischio colpisce Baldr.
Il dio cade morto.
La tragedia è particolarmente crudele perché quasi tutti i partecipanti avevano agito convinti che Baldr fosse invulnerabile.
L’unica debolezza esistente era stata scoperta dall’unica figura decisa a sfruttarla.

Il funerale di Baldr

Gli dèi portano il corpo di Baldr fino a Hringhorni, la sua enorme nave.
Vogliono usarla come pira funebre.
La nave è tanto grande che persino gli dèi faticano a spostarla e devono chiedere l’aiuto della gigantessa Hyrrokkin.
Lei arriva cavalcando un lupo e riesce a spingere la nave in acqua con una forza straordinaria.
Il corpo di Baldr viene posto a bordo di Hringhorni.
Nanna viene adagiata accanto a lui.
Thor consacra la pira con Mjölnir.
Odin posa sul corpo del figlio Draupnir, il suo anello magico.
Anche il cavallo di Baldr fa parte delle offerte funebri.
Poi la nave viene incendiata.
Il funerale raduna alcuni degli oggetti e dei personaggi più importanti del mondo divino attorno a un dio la cui morte nessuno è riuscito a impedire.

Hermóðr cavalca verso Hel

Frigg si rifiuta ancora di accettare che la storia sia finita.
Chiede chi sia disposto a viaggiare nel regno di Hel per provare a riportare indietro suo figlio.
Hermóðr si offre volontario.
Monta Sleipnir, il cavallo di Odin, e cavalca per nove notti lungo strade sempre più buie, fino a raggiungere il regno dei morti.
Lì trova Baldr.
Hel accetta di prendere in considerazione la sua liberazione a una condizione straordinaria:
tutto ciò che esiste deve piangere per lui.
La notizia attraversa i mondi.
Uomini, animali, alberi, pietre e metalli piangono la morte del dio.
Una figura chiamata Þökk si rifiuta.
La tradizione tramandata da Snorri la identifica — o sospetta che sia — con Loki.
La condizione non viene soddisfatta.
Baldr resta a Hel.
Per ora.

Draupnir ritorna

Durante il viaggio di ritorno di Hermóðr si verifica un piccolo dettaglio di grande intensità.
Baldr gli affida alcuni oggetti da riportare dal regno dei morti.
Tra questi c’è Draupnir, l’anello che Odin aveva deposto sulla pira funebre di Baldr.
L’oggetto offerto da un padre durante il funerale torna da Hel.
Baldr è ancora morto, ma l’anello dimostra che continua a esistere da qualche parte oltre il confine.
Per Odin, che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca di conoscenza sulla morte e sul destino, riavere Draupnir doveva avere un significato straordinario.
Suo figlio è morto.
Ma non è scomparso.

Baldr e Höðr

Il rapporto tra Baldr e Höðr ha una conclusione sorprendente.
Loki si serve di Höðr per causare la morte del fratello; in seguito Váli, figlio di Odin concepito per vendicare Baldr, uccide Höðr.
Potrebbe sembrare che la loro storia resti per sempre definita dal fratricidio.
Il Ragnarök cambia questa prospettiva.
Dopo la distruzione, Baldr e Höðr ritornano insieme.
La vittima e il fratello che ne ha causato involontariamente la morte appaiono insieme nel mondo rinnovato.
Le fonti dicono poco su come interpretare questa riconciliazione.
È proprio questo a rendere l’immagine così potente.
Il nuovo mondo comincia con due fratelli il cui rapporto apparteneva a una delle più grandi tragedie del mondo antico.

Baldr dopo il Ragnarök

Questo potrebbe essere l’aspetto più importante del personaggio.
Baldr muore prima del Ragnarök.
Rimane a Hel mentre il vecchio mondo procede verso la distruzione.
Poi arriva la battaglia finale.
Odin muore davanti a Fenrir.
Thor uccide Jörmungandr e soccombe al suo veleno.
Týr e Garmr si distruggono a vicenda.
Heimdall e Loki si uccidono l’un l’altro.
Il fuoco consuma il mondo.
Poi la Terra riemerge verde e rinnovata dal mare.
E Baldr ritorna.
La Völuspá annuncia che Baldr e Höðr vivranno di nuovo insieme.
La sua morte gli assegna così un destino diverso da quello di molti altri dèi.
Baldr appartiene al mondo precedente al Ragnarök.
Muore prima della sua distruzione.
Scende nel regno dei morti.
Attende.
E infine entra nel mondo che nasce dopo.

Il dio tra due mondi

Baldr occupa quindi una posizione straordinaria nella struttura complessiva della mitologia norrena.
Odin appartiene essenzialmente al mondo destinato a perire.
Thor appartiene al mondo destinato a perire.
Heimdall appartiene al mondo destinato a perire.
Baldr attraversa quel confine.
Conosce Asgard prima della sua caduta.
Conosce Hel.
Poi conoscerà la Terra rinnovata.
È una delle poche figure che collega il mondo degli dèi che muoiono con quello degli dèi che restano.
Per questo la sua storia non dovrebbe ridursi a «il dio ucciso da Loki».
La sua morte è fondamentale.
Il suo ritorno lo è ancora di più.

Baldr in *Grimwolf*

Baldr è una figura fondamentale nel romanzo Grimwolf.
La sua presenza permette di esplorare gli elementi più potenti della tradizione mitologica: l’inevitabilità del destino, la morte annunciata, i legami familiari, il tradimento, il Ragnarök e la possibilità che qualcosa sopravviva al crollo del vecchio ordine.
In un universo in cui i miti lasciano conseguenze che attraversano le generazioni, Baldr possiede anche una caratteristica eccezionale.
La sua storia rimane incompiuta per secoli.
Altri dèi attendono il Ragnarök per morire.
Baldr attende il Ragnarök per ritornare.

Attributi

Nome: Baldr / Balder.
Natura: Æsir.
Padre: Odin.
Madre: Frigg.
Moglie: Nanna.
Figlio: Forseti.
Dimora: Breiðablik.
Attributi principali: luminosità, bellezza, purezza e saggezza.
Elemento associato alla sua morte: il vischio.
Responsabile dell’inganno: Loki.
Chi lancia materialmente l’arma: Höðr.
Pira funebre: la nave Hringhorni.
Oggetto che Odin depone sulla pira: Draupnir.
Destino prima del Ragnarök: rimane a Hel.
Destino dopo il Ragnarök: ritorna e abita il mondo rinnovato insieme a Höðr.
Fonti principali: Völuspá, Baldrs draumar, Grímnismál e Gylfaginning.